lunedì 9 settembre 2019
Italia di nuovo sotto attacco. I trafficanti di Ocean Viking verso la Sicilia. Cecilia Strada: “Fate sbarcare i migranti”
Col nuovo governo torna il pressing delle ong sull’Italia. E poco importa che i decreti sicurezza voluti da Matteo Salvini siano ancora validi: gli attivisti puntano sulle coste siciliane nella speranza di ricevere il via libera per far sbarcare i migranti.
Ieri sera la Ocean Viking di Sos Mediterranée e Medici senza frontiere ha soccorso 50 persone (tra cui 12 minori e una donna incinta) che erano a bordo di una imbarcazione in difficoltà in acque internazionali al largo della Libia. Poi la nave delle ong ha fatto rotta verso l’Italia. E probabilmente sarà il primo caso che il Conte bis – ora spostato a sinistra – dovrà affrontare.
E poi c’è il caso della Alan Kurdi gestita dagli attivisti tedeschi della Sea Eye. L’imbarcazione, l’ultima “respinta” con un decreto firmato dagli ormai ex ministri Salvini, Trenta e Toninelli, è da giorni davanti a Malta e chiede di far sbarcare gli 8 migranti ancora a bordo. “
Chiediamo a Malta di porre fine a questa situazione indegna”, dice il portavoce di Sea Eye, Gorden Isler. Ma – racconta La Stampa – Cecilia Strada ora incalza il nuovo governo perché intervenga. “Potrebbe fare un gesto adottando un decreto interministeriale come quello che hanno firmato i tre ministri per vietare l’ingresso dell’Aklan Kurdi”, sostiene l’ex presidente di Emergency, “Sarebbe il minimo anche se non è una situazione che si è originata adesso ma si è ereditata dal passato. La discontinuità si segna in vari modi, non solo non fermando le navi in arrivo ma anche dando il proprio contributo a far sbarcare i migranti.
Quello che ora si pretende dal nuovo governo è il ripristino della legalità internazionale, della tutela dei diritti umani fondamentali cancellando i decreti sicurezza che sono una fabbrica di clandestini, l’opposto di quello che chiedono coloro che vorrebbero aumentare i controlli sul territorio”. E, sempre a La Stampa, Nicola Fratoianni ribadisce il suo sì ai porti aperti e – in caso di contrasto dell’immigrazione clandestina – la sua ferma opposizione anche a un governo che il suo partito sostiene.
“Non si deve mettere in discussione il principio che le persone in mare vadano salvate, che il salvataggio debba essere tempestivo ed efficace e che quindi vada sostenuto chi sta supplendo a una mancanza di iniziativa da parte delle istituzioni, come stanno facendo le ong”, dice il deputato di Leu, “Il secondo caposaldo è il principio del porto sicuro più vicino. Non se ne possono inventare di nuovi, quando qualcuno viene salvato nel Mediterraneo centrale i porti sicuri più vicini sono quasi sempre i porti italiani, maltesi e con questo bisogna fare i conti”.
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