martedì 21 aprile 2020

CORONAVIURS, GOVERNO SAPEVA E NON HA AGITO: “RISCHIAVAMO 800MILA MORTI”



“Non c’è stato nessun vuoto decisionale”, dal 20 gennaio l’Italia si è dotata di un “piano nazionale di emergenza” sul contrasto al coronavirus con gli orientamenti programmatici che hanno ispirato le scelte del Governo. A rivelarlo sul Corriere della Sera, è Andrea Urbani, direttore generale della programmazione sanitaria del Ministero della Salute, che replica alle critiche sui ritardi nelle decisioni prese, spiegando che in quel documento erano delineati tre scenari per l’Italia, uno dei quali così drammatico che il piano non è stato divulgarlo e anzi, è stato secretato.

“Dal 20 gennaio avevamo pronto un piano secretato e quel piano abbiamo seguito. La linea è stata non spaventare la popolazione e lavorare per contenere il contagio”.

“Con il senno di poi, sarebbe stato meglio un lockdown immediato. Ma allora c’erano solo i due cittadini cinesi e si è deciso di assumere scelte proporzionate. Attenzione, però. Come ha certificato l’Imperial College, se il Governo non avesse adottato le zone rosse e le altre misure di contenimento l’Italia avrebbe avuto tra i 600 mila e gli 800mila morti”.

Sarebbe saltato il sistema sanitario nazionale, oltre a gettare nel panico la popolazione. Questo scenario era così terribile che il ministro Roberto Speranza e il Comitato tecnico scientifico decisero di non divulgare il documento. La Direzione generale della prevenzione sanitaria inviò il 5 gennaio a Regioni e ministeri una comunicazione con oggetto “Polmonite da eziologia sconosciuta – Cina”, riportando i sintomi clinici dei primi 44 casi di Wuhan: febbre, difficoltà respiratorie e lesioni invasive in entrambi i polmoni. Nella circolare la raccomandazione dell’Oms di “evitare qualsiasi restrizione ai viaggi e al commercio con la Cina”. Il 30 gennaio la decisione italiana di bloccare i voli con la Cina.

Sciocchezze. Avete bloccato i voli e i cinesi continuavano ad arrivare con scalo in Paesi terzi. Vi siete rifiutati di metterli in quarantena nonostante le richieste dei governatori leghisti.

Avete pubblicizzato, voi e i vostri sindaci, ingozzate di involti primavera e aperitivi solidali fino ai primi di marzo.

Il fatto che foste a conoscenza di uno scenario “troppo terribile da divulgare” e il segretario del partito di governo se ne sia andato a Milano con il sindaco del partito di governo a fare aperitivi di gruppo vi rende ancora più colpevoli.

Lo avevate detto a Zingaretti? A Sala? A Gori? A Nardella che abbracciava i cinesi?

Lo avevate detto a voi stessi, visto che vi rifiutavate di dichiarare zone rosse e diffondevate video demenziali dove sminuivate il virus con l’attore Mirabella?

Lo avevate detto a Di Maio, che a fine febbraio inviava mascherine in Cina? Al cappio.