giovedì 1 agosto 2019
I trafficanti di Open Arms tornano alla carica, prelevano 52 clandestini e minacciano: “Dateci un porto sicuro”
Dopo la nave Alan Kurdi della ong tedesca Sea Eye, un’altra imbarcazione è andata a recuperare migranti nel Mediterraneo Centrale al largo della Libia.
Questa volta la ong è spagnola e la nave si chiama Opern Arms. Non un nome nuovo, un nome che ai più ricorderà il trucchetto adoperato per far sbarcare i migranti in Italia come raccontavano solo qualche giorno sulle colonne di questo giornale fa Fausto Biloslavo e Valentina Raffa.
E come da copione, ora dalla nave chiedono un porto sicuro. “Stava affondando. Stava entrando così tanta acqua nel gommone che era sul punto di naufragare. Siamo arrivati in tempo.
Cinquantadue persone alla deriva, 16 donne e due bimbi piccoli, sono in salvo. Ora serve un porto sicuro”, scrive Oscar Camps, fondatore della ong catalana Proactiva Open Arms su Twitter. I porti italiani sono chiusi. Matteo Salvini lo ha detto in tutte le salse. Inizia un nuovo braccio di ferro.
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