lunedì 4 maggio 2020
Il pm Di Matteo choc: “Fui chiamato a dirigere il Dap, ma Bonafede bloccò tutto perché sgradito ai boss”
L’intervento di Nino Di Matteo a Non è l’arena, su La7 nella puntata di domenica 3 maggio, ha sollevato un polverone. Il magistrato ha voluto intervenire in diretta da Massimo Giletti, dove si parlava di carceri e di gestione dell’emergenza durante il coronavirus, per svelare che “fui chiamato a dirigere il Dap, poi il ministro cambiò idea.
I boss non mi volevano”. E il ministro ovviamente è il grillino Alfonso Bonafede. “Avevo deciso di accettare la nomina”, ma poi venne fermato tutto, ha aggiunto Di Matteo. Parole pesantissime, affermazioni sulle quali Bonafede è chiamato a fare luce al più presto.
E contro Bonafede, immediatamente, la Lega ha aperto il fuoco, chiedendone le immediate dimissioni: “Rivolte, evasioni, detenuti morti, agenti feriti, migliaia di delinquenti usciti dal carcere, boss tornati a casa e il capo del Dap sostituito: come se non bastasse tutto questo, ora arrivano le parole di un magistrato come Nino Di Matteo in diretta tv.
È vero che non è stato messo alla guida del Dap perché sgradito ai mafiosi? In ogni caso, anche senza le parole di Di Matteo, Bonafede dovrebbe andarsene in fretta per i troppi scandali ed errori”. Questo il testo di una durissima nota firmata dai parlamentari leghisti Giulia Bongiorno, Nicola Molteni, Jacopo Morrone e Andrea Ostellari. Leggi la notizia su Libero Quotidiano
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