sabato 3 agosto 2019

Suicidio PD, Orfini difende Scalfarotto: “Giusta la visita in carcere. Bisogna difendere i diritti dei delinquenti”


Matteo Orfini difende Scalfarotto. Anzi, lo soccorre. Visitare gli assassini in carcere s’ha da fare. «Fissiamo alcuni punti fermi. I due ragazzi americani meritano una pena giusta? Sì. Un detenuto ha dei diritti? Sì. Quei diritti vengono meno se il crimine commesso è particolarmente efferato? No. Bendare e legare un detenuto è giusto? No. È legale? No.

Verificare che i diritti anche del peggior delinquente vengano rispettati è giusto? Sì. È popolare? No». Orfini lo scrive in un post su Facebook. E cerca di salvare Ivan Scalfarotto, colpito duro per l’incontro con i due americani arrestati per l’omicidio del vicebrigadiere Cerciello Rega.

 Orfini in trincea per Scalfarotto «Difendere i diritti di un poveraccio magari finito in carcere per errore è più semplice e popolare che difendere i diritti del peggior delinquente? Sì», continua Orfini. «Il peggior delinquente e il poveraccio hanno gli stessi diritti? Sì. È un bene? Sì. Un partito deve difendere una scelta giusta anche se impopolare? Sì. Un partito deve rinunciare a una battaglia giusta perché impopolare? No. Un partito che rinuncia a una battaglia giusta perché impopolare è utile? No.

La democrazia in Italia ha bisogno di un partito che in questo clima orribile difenda principi e valori costituzionali anche se è impopolare farlo? Sì. Lo stiamo facendo? No», conclude